Cuba, Bolivia

Cuba chiede che si ponga fine all’istigazione alla violenza contro i collaboratori della salute in Bolivia

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri (MINREX)

Nelle scorse ore diverse autorità in esercizio dello Stato Plurinazionale della Bolivia hanno presentato l’idea che i collaboratori cubani incoraggiano le proteste che hanno luogo in Bolivia, a ciò che si aggiunge un approccio simile nelle reti sociali, tramite conti di origine incerta e profili falsi che incitano alla violenza contro il personale della salute.  

In questo contesto, il 13 novembre quattro membri del Gruppo Medico di El Alto sono stati arrestati dalla polizia quando si recavano al loro locale di residenza con il denaro estratto da una banca per pagare i servizi basilari e l’affitto dei 107 membri del Gruppo Medico nella suddetta regione.

L’arresto ha avuto luogo sotto la calunniosa presunzione che il denaro era destinato a finanziare le proteste. I rappresentanti della polizia del Pubblico Ministero si sono recati alle sedi del Gruppo Medico di El Alto e La Paz e hanno confermato dai documenti, gli organici e i dati bancari che l’ammontare di denaro corrispondeva al quantitativo estratto regolarmente tutti i mesi.

I quattro collaboratori arrestati sono:

•    Amparo Lourdes García Buchaca, Laureata in Elettromedicina. A Cuba lavorava al Centro Provinciale di Elettromedicina della provincia di Cienfuegos prima di partire in missione verso la Bolivia nel marzo dell’anno in corso.

•    Idalberto Delgado Baró, Laureato in Economica del Comune Speciale di Isla de la Juventud, chi lavorava al Centro Comunale di Elettromedicina di Isla de la Juventud nel momento di partire in missione verso la Bolivia lo scorso mese di marzo.

•    Ramón Emilio Álvarez Cepero, Specilista in Terapia Intensiva e Endocrinologia che lavorava a Cuba all’Ospedale Generale Gustavo Aldereguía della provincia di Cienfuegos prima di partire in missione verso la Bolivia nel luglio 2017.

•    Alexander Torres Enríquez, specialista in Medicina Generale Integrale, chi lavorava a Cuba al Policlinico Generale Integrale Carlos Verdugo della provincia di Matanza, prima di partire in missione il 3 febbraio 2019.

Si è mantenuto il contatto permanente con i suddetti cooperanti cubani tramite l’Ambasciata di Cuba alla Paz e la Direzione del Gruppo Medico.

I quattro collaboratori cubani hanno una riconosciuta esperienza nel lavoro in accordo al loro profilo occupazionale e così come gli altri che sono in missione nella Bolivia, si sono limitati in modo stretto e rigoroso a compiere la loro opera umanitaria e di cooperazione, motivo per cui sono viaggiati al sopraccitato Paese ai sensi degli accordi intergovernativi.

Il Ministero degli Affari Esteri rifiuta le false accuse che tali colleghi incoraggiano o finanziano proteste, accuse che si basano in menzogne deliberate e senza alcuna base.
 
Nelle circostanze descritte si è deciso il rientro immediato alla Patria dei collaboratori cubani.

Il Ministero degli Affari Esteri chiede che i cooperanti arrestati vengano messi in libertà immediatamente e che le autorità boliviane garantiscano l’integrità fisica dei singoli collaboratori cubani osservando le responsabilità che spettano allo Stato boliviano nei confronti della sicurezza e della protezione dei collaboratori ai sensi degli accordi intergovernativi firmati.

Il Ministero degli Affari Esteri fa un appello alle autorità della Bolivia perché si ponga fine all’esacerbazione di irresponsabili espressioni anti-cubane e al odio, alle diffamazioni e alle istigazioni alla violenza contro i cooperanti cubani, i quali hanno dato il loro contributo solidale alla salute del fratello popolo boliviano. I milioni di boliviani che hanno ricevuto l’altruista servizio delle centinaia di medici cubani, sanno perbene che le menzogne non potranno nascondere il meritorio contributo e il nobile proposito dei nostri professionisti della salute.

(Cubaminrex)

 

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